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L’Iran canta vittoria: «Abbiamo costretto gli Usa a firmare». Ma gli oltranzisti urlano in piazza: «Morte a chi ha negoziato»

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di Greta Privitera

Le ultime concessioni per fermare i missili Per le strade di Teheran protestano i duri che accusano i diplomatici di aver ceduto

Risponde al telefono con voce adrenalinica. «Sto bene, anzi benissimo, grazie». È una fonte iraniana molto vicina ai tavoli del negoziato, e accetta di parlare solo in anonimato. Sembra il tono di chi sta festeggiando. Festeggia cosa? «La tv di Stato ha appena annunciato che risponderemo a Netanyahu con missili su Tel Aviv». A un passo dai raid, la Casa Bianca riesce a fermare tutto. Ma avevamo chiamato per altro. Per capire se davvero, come ripeteva Donald Trump da ore, la firma digitale al memorandum d’intesa sarebbe arrivata in serata. «Di certo la Repubblica islamica non firma nel giorno in cui Israele torna a bombardare il Libano. Che senso avrebbe? Magari firmiamo domani (oggi, per chi legge ndr .)». Ma è tutta una questione di fuso orario. Tra Washington e Teheran ci sono sette ore e trenta di differenza e, alla fine, dopo la mezzanotte iraniana,gli uomini della Repubblica islamica hanno firmato l’accordo. Lo conferma la tv di Stato: «Li abbiamo costretti ad accettare». E, in effetti, in Iran, è «il giorno

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