
di Federico Rota
A Palazzo Libertà l’iniziativa organizzata dall’Ordine degli architetti
Non ci sono solamente le grandi trasformazioni urbanistiche, che nel caso di Bergamo possono riguardare il destino di Porta Sud o dell’ex fabbrica Reggiani. Ce ne sono anche altre, più piccole, ma altrettanto rilevanti, su cui spesso l’occhio dei non addetti ai lavori non si posa. «Una città cambia ogni giorno, anche se non ce ne accorgiamo, per una molteplicità di azioni», nota Giorgio Cavagnis, presidente dell’Ordine degli Architetti pianificatori paesaggisti e conservatori di Bergamo, introducendo la seconda edizione di Cartovision, iniziativa promossa di concerto con la Fondazione Architetti Bergamo per proporre, sotto una lente originale, una lettura del ruolo della professione e di alcuni temi ad essa connessi oggi al centro del dibattito nazionale e internazionale. Del resto, la nuova edizione di Cartovision è ispirata dai temi del prossimo Congresso mondiale dell’Union Internationale des Architectes, in programma a Barcellona dal 28 giugno al 2 luglio. Condensati in quattro temi su cui la mostra invita a riflettere: «abitare», «condividere», «prendersi cura» e «architettura e comunità».
A Palazzo della Libertà sono state presentate 45 visioni corrispondenti ad altrettanti progetti, sotto forma (appunto) di cartoline: 28 realizzati da professionisti




