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Il mal di testa da gelato: cos’è e come è stato utile negli esperimenti scientifici

di Silvia Turin

Alcune persone soffrono di «congelamento cerebrale» che pare essere ereditario. Come evitarlo e a quali problemi di salute si può accompagnare

È un dolore acuto e lancinante che sembra provenire dalle profondità del cervello: il mal di testa da gelato è più comune di quanto si possa pensare e mette chi ne soffre nell’imbarazzante condizione di doversi fermare in preda ad una fitta alla fronte o alle tempie, aspettando che passi.

Giustamente si chiama mal di testa da gelato perché è collegato al gustare cibi freddi… troppo in fretta
Gli scienziati lo chiamano ganglioneuralgia sfenopalatina o cefalea da stimolo freddo ed è causato dal rapido raffreddamento del palato (o della parte più profonda della gola). Il raffreddamento provoca una rapida contrazione dei vasi sanguigni, che sono poi costretti a dilatarsi nuovamente per ripristinare il flusso sanguigno. Questa repentina alterazione dei vasi stimola i recettori del dolore presenti sulle pareti dei vasi sanguigni che confluiscono nel nervo trigemino, il nervo responsabile dell’elaborazione del dolore proveniente dalla fronte e dal viso. 

Chi colpisce

Questo fenomeno non colpisce tutti: Irene Toldo, professoressa di neurologia e psichiatria infantile all’Università di Padova, e i suoi colleghi hanno esaminato quarant’anni

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