
Entro fine mese va presentata la DSU per ottenere il ricalcolo dell’assegno e recuperare gli arretrati da marzo 2026. Dopo il termine, le somme non saranno più recuperabili. Come fare
C’è una scadenza che milioni di famiglie rischiano di lasciarsi scappare, con un danno economico che può superare i 580 euro per ogni figlio. Entro il 30 giugno 2026 chi percepisce l’Assegno Unico e Universale deve aggiornare l’ISEE, presentando all’INPS la Dichiarazione Sostitutiva Unica, la cosiddetta DSU. Chi non lo farà entro quella data continuerà a percepire l’assegno, ma con l’importo minimo previsto dalla normativa. Ancora più importante, perderà definitivamente il diritto a recuperare gli arretrati maturati da marzo 2026.
Cosa è successo da marzo a oggi
L’Assegno Unico e Universale non richiede una nuova domanda ogni anno: le famiglie continuano a riceverlo in automatico. Ma l’importo per ogni nucleo dipende dall’ISEE. La scadenza ordinaria per presentarlo era il 28 febbraio scorso. Chi non l’ha fatto entro quella data ha continuato a ricevere l’assegno, ma a partire da marzo l’INPS ha smesso di calcolare l’importo personalizzato e ha erogato automaticamente il minimo di legge: 58,30 euro al mese per ogni figlio minorenne. Una cifra identica per tutti, a prescindere




