Giovedì 11 giugno, nello stesso giorno in cui la NOAA, l’agenzia statunitense che si occupa di studiare i fenomeni atmosferici, ha ufficializzato l’inizio di El Niño nel Pacifico tropicale, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un nuovo piano d’azione per prevenire i decessi legati all’eccesso di caldo.
Maggio 2026 ha fornito un inquietante assaggio dei picchi di temperatura raggiungibili in Europa, e negli ultimi 4 anni – fa sapere l’OMS – nel Vecchio Continente sono morte per cause riconducibili ad estremi di calore oltre 200.000 persone. La maggior parte di questi decessi sarebbe stata prevenibile, se ci fossero state in atto misure concrete a tutela della salute pubblica. La seconda edizione dei Piani d’azione per la salute in caso di caldo (Heat–health action plans – HHAPs) si inserisce in questo contesto.
Il caldo record può esasperare condizioni mediche preesistenti, come quelle cardiovascolari, respiratorie, cerebrovascolari, mentali. Oltre ad essere direttamente responsabili di centinaia di migliaia di decessi, gli estremi di temperature estivi degli ultimi 4 anni hanno provocato conseguenze fisiche e mentali per milioni di persone.
A rischio non sono solo, come spesso ci si sente ripetere, anziani, neonati, bambini e donne in gravidanza; ma anche persone affette da malattie




