L’Aniasa ufficializza le sue perplessità sulle modifiche alla disciplina dell’Ipt, l’imposta provinciale di trascrizione, che si paga alla provincia di residenza della persona fisica o in cui ha sede legale la persona giuridica a cui viene intestato il mezzo, per le aziende di locazione, introdotto dal decreto legge fiscale (i cui dettagli abbiamo già riportato qui). L’Associazione confindustriale ha inviato una lettera al presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ai ministri dell’Economia Giancarlo Giorgetti, delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e al capo di Gabinetto della Presidenza del Consiglio Gaetano Caputi, nella quale obietta che la norma “introduce criteri di territorialità caratterizzati da elevata incertezza interpretativa e potenzialmente fonte di rilevanti contenziosi”. La formulazione che riguarda in particolare la “gestione ordinaria in via principale” rischia, sempre secondo l’Aniasa, di creare “significative difficoltà applicative che, per operatori che svolgono attività diffuse su tutto il territorio nazionale attraverso sedi operative, aeroporti, stazioni ferroviarie e reti territoriali integrate” e di esporre gli operatori a contestazioni da parte di diverse amministrazioni territoriali sull’individuazione della Provincia competente, “generando incertezza amministrativa e gestionale per un periodo che può arrivare fino a cinque anni”.