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Lega, rinviata la resa dei conti: l’ala nordista di Zaia non cede, ma i fedelissimi di Salvini fanno muro

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di Cesare Zapperi

Il governatore lombardo Attilio Fontana: «La riunione? È stata frizzantina»

Attilio Fontana, che da qualche tempo si diverte a fare il grillo parlante leghista (memorabile la sua invettiva «col c.. che ci vannaccizziamo»), il giorno dopo ammette che il Consiglio federale di mercoledì è stato «frizzantino». Un eufemismo che cerca di derubricare un confronto mai così duro e vibrante ai vertici del partito guidato da Matteo Salvini. «Stiamo ancora tutti lavorando a delle soluzioni. Ne riparleremo quando avremo trovato, o non avremo trovato, un accordo». Così lo stato dell’arte nella sintesi del presidente della Lombardia. Nel senso che finora si è giocato solo il primo tempo di una partita che riprenderà mercoledì prossimo e che potrebbe necessitare anche di tempi supplementari da disputare il 3 e 4 luglio prossimi a Mogliano Veneto quando tutto lo stato maggiore leghista si troverà a rapporto dal leader. Ma che partita è? Parafrasando Garibaldi «qui si (ri)fa la Lega federale o si muore». 

I nordisti, uno schieramento che comprende i governatori (da Luca Zaia a Massimiliano Fedriga con Attilio Fontana e il presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti), i capigruppo alle Camere (Massimiliano Romeo e Riccardo

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