di Stefano Agnoli
Il flusso in uscita dal Golfo avrebbe raggiunto circa due milioni di barili al giorno: molto al di sotto della normalità pre-guerra, ma un risultato notevole rispetto ai minimi del conflitto
Mercoledì 10 giugno, mentre i prezzi del petrolio rimbalzavano dopo i nuovi attacchi americani sull’Iran, il presidente americano Donald Trump ha confermato ciò che i mercati energetici sospettavano da settimane: milioni di barili di greggio stanno attraversando lo Stretto di Hormuz in segreto, sotto protezione militare americana. Un giorno prima era stato il segretario all’Energia Chris Wright ad affermare in modo più sibillino ma sufficientemente chiaro per gli addetti ai lavori, che il traffico di petroliere attraverso lo stretto stava «crescendo in modo molto significativo».
Le petroliere che passano da Hormuz
Il fine settimana precedente le dichiarazioni di Trump, secondo la ricostruzione di Bloomberg, le immagini del satellite europeo Copernicus avevano catturato una scena inedita: 16 petroliere al largo delle coste dell’Oman per effettuare trasferimenti di carichi di greggio. Un mese prima quella stessa area di mare risultava deserta. Il 6 giugno, la società di tracciamento via satellite TankerTrackers.com aveva invece identificato altre 12 navi che trasferivano barili arabi, non iraniani, fuori da Hormuz.




