Home / Sport / Infantino: “Felice per l’Iran, li avrei portati qui in bus. L’arbitro somalo? La Fifa non controlla tutto…”

Infantino: “Felice per l’Iran, li avrei portati qui in bus. L’arbitro somalo? La Fifa non controlla tutto…”

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Il presidente della Fifa Gianni Infantino, alla vigilia del Mondiale a Città del Messico: “Senza Trump non sarebbe stato possibile essere qui. Non mi pento di nulla, organizzo eventi da trent’anni, certi problemi sono normali”

Iran, caro biglietti, problema visti. La prospettiva che un giorno, su proposta di Alessandro Del Piero, al momento dell’inno si schieri tutta la squadra e non soltanto gli undici titolari. E un ricordo di Evaristo Beccalossi, il giocatore che più amava da giovane tifoso interista. Nella conferenza di Gianni Infantino, alla vigilia del Mondiale a Città del Messico, non sono arrivate domande scomode sulla denuncia nei suoi confronti presentata a Michel Platini, mentre a quella sul premio per la pace a Donald Trump il numero uno della Fifa ha risposto così: “Ho un ottimo rapporto con lui e, senza Trump, sarebbe stato impossibile organizzare una Coppa del Mondo negli Stati Uniti”. Infantino non si è sottratto dall’affrontare i temi caldi, parlando per oltre mezz’ora prima che cominciassero le domande vere e proprie.

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I tre temi centrali per Infantino: Iran, biglietti, visti. L’Iran, prima di tutto. Il presidente rivendica il successo di avere la nazionale iraniana al Mondiale: “Ne sono felice, ero stato

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