
di Roberto Gressi
Il leader della Lega deve fronteggiare la rivalità con il Generale
Pare che in questi giorni perfino il Sole e Urano siano in posizione ostile rispetto al segno di Matteo, quello dei Pesci. Ma insomma, qui si esagera. Come se non bastassero i sondaggi in picchiata, le incursioni delle truppe di Vannacci, le condizioni capestro di Zaia, gli scricchiolii del Ponte sullo Stretto. E pure l’inaccettabile rogo dell’effige all’università La Sapienza.
Qui si parla di Salvini, mica di uno scappato di casa. Uno che ha riacchiappato la Lega per i capelli quando la decadenza di Umberto Bossi l’aveva portata al 4 per cento, il leader che ha sorpassato la Forza Italia di Silvio Berlusconi nel 2018, lasciandolo a fare la spalla sul palchetto del Quirinale. L’uomo delle felpe e delle magliette che dettavano la linea, quello delle piazze stracolme, dove ogni passo era un selfie, il politico in cima al gradimento degli italiani, quello che con la Bestia della comunicazione di Luca Morisi non ce n’era per nessuno, l’acchiappavoti che ha schiacciato tutti alle Europee del 2019, il senza paura che ha lasciato il centrodestra in un angoletto per fare il governo con Luigi




