
di Cesare Zapperi
E sul leader leghista Matteo Salvini il generale attacca: mi usò per prendere 500 mila voti
«Credo che Meloni sia ancora una destra autentica, ma probabilmente dovrebbe dimostrarlo un po’ di più. È una destra che ha perso la trebisonda. Vannacci è il sestante che fa il punto nave e riporta sulla giusta rotta». Fedele alla sua immagine di duro e puro, il generale parlando di sé in terza persona affronta il confronto con Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7 con il piglio di chi sta dalla parte giusta rispetto a quanti, come Giorgia Meloni e ancor più Matteo Salvini, a suo dire si sono persi per strada, vittime dei compromessi dell’attività di governo.
Lui è il modello, incontaminato e alieno da corruzioni ideologiche o materiali. Ma attenzione alle parole: «Non mi definisco di estrema destra. Mi definisco di destra autentica, fiera di essere destra e che non rinnega nulla della propria identità». Il leader di Futuro nazionale è disinvolto davanti alle telecamere, sfoggiando una camicia di lino a righe parla con i toni assertivi di chi per una vita ha dato ordini più che aperto discussioni. «Con la presidente del Consiglio




