Nelle sale cinematografiche nel 2003 arrivava un film destinato a rimanere un mito senza tempo: Seabiscuit, lo straordinario adattamento diretto da Gary Ross e basato sul bestseller di Laura Hillenbrand. La pellicola, capace di incassare ben 120 milioni di dollari al Box Office USA e di fare bottino di riconoscimenti – tra cui 6 candidature agli Oscar, una ai Golden Globes e due ai SAG Awards -, racconta una storia vera che va ben oltre l’ippica. È la storia di tre uomini emarginati, feriti e disillusi che avevano perso il gusto di vivere e che ritrovano il riscatto attorno a un cavallo scontroso, considerato da tutti un “brocco”, trasformandolo in una leggenda. Le loro vite si intrecciano in un disegno perfetto: Charles Howard (Jeff Bridges), un milionario privato del figlio e dei suoi beni dalla crisi; Tom Smith (Chris Cooper, candidato come miglior attore non protagonista), un eccentrico addestratore che scorge il potenziale dove gli altri vedono solo scarti; e Red Pollard (Tobey Maguire), un fantino tormentato e segnato dalla povertà. Insieme, questa squadra di anime spezzate guida Seabiscuit fino alla leggendaria vittoria del 1938 contro il campione imbattuto War Admiral. In piena Grande Depressione, quel piccolo cavallo e quel team improbabile diventarono il più potente simbolo
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