
La ricerca italiana pubblicata sul Journal of the American Chemical Society potrebbe rivoluzionare il trattamento delle patologie infiammatorie
Daniele Particelli
8 giugno – 18:30 – MILANO
Chi soffre di dolore cronico o si trova a dover fare i conti con patologie infiammatorie sa molto bene che i farmaci antinfiammatori non steroidei, i cosiddetti FANS come l’ibuprofene o il naprossene, sono sì dei validi alleati, ma non sono privi di limiti. Se usati a lungo o in dosi elevate, infatti, questi farmaci possono causare degli effetti collaterali anche seri, dai problemi gastrici alle complicanze cardiovascolari, proprio perché agiscono in modo indiscriminato su tutto l’organismo, colpendo anche tessuti sani che non ne avrebbero bisogno.
Uno studio internazionale, condotto con il contributo dell’Università Statale di Milano e dell’Università di Napoli Federico II e pubblicato sul Journal of the American Chemical Society, sembra aprire una nuova strada per superare quel limite: farmaci antinfiammatori che si attivano solo dove e quando serve, grazie alla luce del sole.
La svolta grazie alle molecole “photocoxibs”—
La ricerca si inserisce nel campo emergente della fotofarmacologia, una disciplina che studia come la luce del sole




