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Tre elezioni in diciotto mesi, l’eterno stallo del Kosovo: Kurti vince di nuovo ma non ha la maggioranza

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di Irene Soave

Da febbraio 2025 il Kosovo è senza un governo funzionante, a causa della divisione tra gli ex alleati Kurti e Vjosa Osmani, amica di Trump. Il premier uscente, riconfermato dalle urne, promette: «Farò il governo»

Tre elezioni in diciotto mesi, e il premier resta lo stesso: Albin Kurti, etnia albanese, al governo dal 2021, alla chiusura delle urne era in testa con il 43 per cento. Ha festeggiato tutta la notte coi suoi sostenitori, con musiche e tamburi in piazza Skanderberg a Pristina, e poi ha promesso: «Farò il governo». Non sarà facile. La maggioranza del 42 per cento ottenuta dal suo partito Vetëvendosje, «Autodeterminazione», coi due alleati, non è abbastanza per governare. È il 25 per cento in più della Lega democratica del Kosovo dell’ex alleata ora rivale Vjosa Osmani, al 18; l’8 per cento in meno di dicembre, quando il partito di Albin Kurti aveva il 51,1%; non è abbastanza, soprattutto, perché il nuovo Parlamento possa concordare l’elezione di un nuovo capo di Stato, su cui si scorna da un anno e mezzo, e senza il quale il Paese è ingovernabile. 

È l’impasse politica più grave dal 2008, quando il Kosovo ha dichiarato l’indipendenza

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