
di Stefania Ulivi
L’attore premiato a Napoli con un Nastro speciale Grandi serie
Luigi Alfredo Ricciardi di Malomonte e il suo dono, fantastico e terribile, di vedere oltre la vita (Il commissario Ricciardi). Il colonnello dei Ros Lucio Gambera (L’invisibile. La cattura di Matteo Messina Denaro ). Lo psichiatra e poeta Mario Tobino (Le libere donne). Bruno, il professore imbranato di Scuola di seduzione. Un poker che è valso a Lino Guanciale, 47 anni, il Nastro d’argento speciale Grandi serie, consegnato ieri al Teatro San Carlo di Napoli. Dove Portobello di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni ha vinto come Serie dell’anno e sono stati premiati tra gli altri, Carlo Verdone, Luisa Ranieri, Can Yaman. «È stato un anno magico – commenta Guanciale -. Progetti molti diversi, tutti andati benissimo. Con la ciliegina sulla torta dell’incontro con Carlo Verdone».
Diploma all’Accademia di arte drammatica, gavetta teatrale con maestri come Gigi Proietti e Ronconi. Ora la tv le sta dando molta soddisfazione. Se l’aspettava?
«Il piccolo schermo mi ha dato la popolarità. Si sta avverando il mio auspicio, che il pubblico mi seguisse anche in progetti così distanti».
Con Verdone com’è andata?
«Sono più che un fan.




