di Mirko Giustini
L’indagine su dati Google Trends e siti di e-commerce. Le ricerche online sui prezzi dei prodotti sono cresciute tra il 30% e il 60%. Le richieste di informazioni con formula «quanto costa + alimento» sono salite fino al 60%
Il carovita spaventa a tal punto gli italiani che sempre più consumatori consultano i motori di ricerca per decidere se comprare o meno beni di prima necessità. È quanto risulta da un’elaborazione realizzata dall’agenzia di comunicazione NetStrategy su dati Google Trends e siti di e-commerce. Le indagini online sui prezzi dei prodotti di uso comune sono cresciute tra il 30% e il 60% rispetto al 2025.
La prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz
Già lo scorso anno la sperequazione tra l’aumento dei salari e quello dell’inflazione reale ha portato i cittadini a riconsiderare l’opportunità di portare a termine alcuni acquisti. Tuttavia, la probabile nuova ondata di rincari che dovrebbe generarsi dalla prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz sta facendo dubitare i ceti meno abbienti della sostenibilità di alcune spese di primaria importanza. Le richieste di informazioni con formula «quanto costa + alimento» ad esempio sono salite fino al 60% nel caso delle patate, mentre le




