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Niente sportive: ecco perché i colossi dell’auto cinese le snobbano

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La Cina oggi è il Paese che costruisce più auto al mondo. Suv, crossover, berline elettriche, pick-up e citycar: il mercato interno è un’esplosione di marchi e segmenti.

Eppure, in mezzo a questa abbondanza, c’è un grande assente: l’auto sportiva. Coupé e roadster si contano sulle dita di una mano e sono tutte elettriche e a trazione integrale. Due arrivano dal gruppo BYD: la cabriolet Denza Z da 1.000 CV e la spettacolare Yangwang U9, quadrimotore da oltre 3.000 CV. GAC risponde con la Hyptec SSR, dotata di tre motori per un totale di 1.224 CV mentre l’unica sportiva “minore” è la SSC SC-01, sviluppata da Jiangling insieme a Renault: una coupé bimotore da 435 CV.

Al Salone di Pechino 2026 sono comparse anche due concept: la Lynk & Co Time to Shine e la Fangchengbao Formula X, quest’ultima sempre di BYD, ma restano esercizi di stile.

Nelle foto di questa pagina le poche sportive prodotte in Cina. Nella foto più in alto la Yangwang U9, qui sopra la Hyptec SSR. IL PUBBLICO NON LE VUOLE

Ma perché i cinesi producono così poche auto sportive? Il motivo principale è lo stesso per cui anche da noi questa categoria di vetture

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