
La prima volta del cantante dall’identità misteriosa nello stadio della sua città
Al pianoforte Liberato canta «Gaiola portafortuna», uno dei suoi brani più famosi, e i 45mila del Maradona lo seguono, coro e smartphone illuminati. Insieme al gran finale sulle note di «’O core non tene padrone», la sua lettera d’amore alla squadra di calcio del Napoli e alla città – Senz’ ‘e te nun so nisciuno, grida dal palco – è il momento più intimo del suo show per i 45mila spettatori dello stadio Fuorigrotta, che il cantante dall’identità misteriosa si prende per la prima volta, chiamando i fan a raccolta per due ore e mezzo di concerto. Per il resto si canta e si balla, le sue hit, echi dei Duft Punk e tarantella. Musica sperimentale che fonde elettronica e tradizione, ledwall e scenografia futuristica, lui che incinta dal palco, mò ata zumpà e lo stadio che risponde saltando. Dopo le tre date a piazza del Plebiscito nel settembre 2024, Liberato torna a cantare nella sua città (e apre proprio con la sua cover di «Voglia ‘e turnà» di Teresa De Sio) con un show dal respiro internazionale che ora lascia più spazio agli strumenti, riscaldando il suo pubblico. (Ch. Ma.)




