
Si avvia verso le conclusioni l’inchiesta sull’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti. L’ipotesi più probabile è l’archiviazione
Uno dei filoni più delicati dell’inchiesta su Garlasco sembra avviarsi verso una conclusione senza rinvio a giudizio. Il procedimento aperto dalla Procura di Brescia sull’ipotesi di corruzione in atti giudiziari — direttamente collegato alla prima indagine del 2017 su Andrea Sempio, all’epoca 29 anni — appare destinato all’archiviazione. Quella vicenda si chiuse rapidamente, quasi fulminea, e fu proprio quella chiusura a riaccendere, anni dopo, i sospetti.
I protagonisti dell’inchiesta odierna sono due: Mario Venditti, ex magistrato già finito nel mirino della giustizia nell’ambito del noto «Sistema Pavia», e Giuseppe Sempio, padre di Andrea. La Procura di Brescia, guidata dal procuratore Francesco Prete, ha ricevuto e valutato le informative redatte congiuntamente dai finanzieri del nucleo Pef (Polizia economico-finanziaria) e del Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) di Brescia, insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Milano. L’esito è netto: nessun elemento concreto è emerso a sostegno dell’accusa nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Pavia.
Il filone bresciano di Garlasco e il suo probabile epilogo
Il punto di partenza dell’inchiesta risale al maggio 2025, quando nella casa dei Sempio fu rinvenuto un foglietto scritto



