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Maria Paola Trovajoli: «Quel giorno che Armando pianse per la morte del gatto Silvestro. Amo tutti gli animali, adotterei anche i cinghiali»

di Margherita De Bac

La moglie del celebre compositore: «Io, Armando e una vita piena di cani e micetti. Ora con me c’è Tina, arrivata quando lui se n’è andato. Non penso sia un caso»

C’è anche un merlo, nella vita di Maria Paola Trovajoli. Occhieggia tra gli alberi del giardino di una luminosa villa di Roma nord e le dà il buongiorno ogni mattina, quando apre la finestra. Ama tutti gli animali questa donna riservata ed elegante. Amore condiviso col marito Armando, indimenticabile compositore, pianista e direttore d’orchestra, scomparso nel 2013, e col figlio Giorgio.

Ora con voi c’è una viziatissima gatta bianca e grigia, spuntata dal nulla.
«Un giorno me la sono ritrovata davanti alla porta. E’ come se ci avesse scelti. Era appena mancato mio marito e non posso non pensare che non si sia trattato di una casualità. Di tanto in tanto entra sinuosa nello studio di Armando. È nata nella legnaia. Inizialmente pensavamo fosse un maschio fino a quando la veterinaria ci ha rivelato il sesso. Non è stato facile addomesticarla. Mangia pesce al vapore cucinato da me e omogeneizzati. È proprietaria di due divani. Uno estivo, l’altro invernale».

La descriva
«Anni 14,

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