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Riparte la battaglia sul Giandujotto: Lindt ricorre al Tar contro il riconoscimento dell’Igp al cioccolatino torinese

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di Mattia Aimola

La società svizzera, proprietaria di Caffarel, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro il decreto del ministero dell’Agricoltura che aveva dato il via libera alla trasmissione del disciplinare alla Commissione Europea

Torna la guerra del Gianduiotto. E questa volta il campo di battaglia è il tribunale amministrativo. Dopo anni di confronto sul riconoscimento dell’Igp del celebre cioccolatino torinese, Lindt & Sprüngli riapre lo scontro legale contro il disciplinare «Giandujotto di Torino» (questa volta scritto con la lettera “j”), riaccendendo una disputa che divide industria e produttori piemontesi sulla proprietà simbolica e commerciale di uno dei prodotti più identitari del territorio.

La società svizzera, proprietaria della storica maison dolciaria piemontese Caffarel, ha presentato un ricorso al Tar del Lazio contro il decreto del ministero dell’Agricoltura che aveva dato il via libera alla trasmissione del disciplinare sul Gianduiotto alla Commissione Europea. Il provvedimento, firmato il 23 marzo 2026, aveva infatti chiuso la fase nazionale della procedura, aprendo il passaggio decisivo verso Bruxelles per il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta del celebre cioccolatino torinese.

La decisione della multinazionale svizzera ha sorpreso il settore. Durante il lungo iter amministrativo, infatti, Lindt aveva lasciato intendere di

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