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Energia, via libera alla flessibilità. Meloni: indicata la strada alla Ue

di Francesca Basso

Le condizioni di Bruxelles: niente deroghe sulle accise, accelerare sulla transizione verde

DALLA NOSTRA CORRISPONDENTE 
BRUXELLES – Ora c’è l’ufficialità. Ieri il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis ha illustrato, in occasione delle raccomandazioni del Semestre europeo, come funzionerà la flessibilità per le spese legate alla crisi energetica chiesta con forza dall’Italia: la Commissione offre la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all’anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che accelerino la transizione verde e l’indipendenza dalle fonti fossili con un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell’arco dei 3 anni. In tutto per l’Italia si tratta di 13,5-14 miliardi.

Rientrano nella flessibilità le misure adottate a partire dal febbraio scorso ma solo nelle prossime settimane la Commissione definirà formalmente quali saranno ammissibili.

«L’Italia ancora una volta indica la strada all’Ue», ha commentato la premier Giorgia Meloni. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti si è detto «soddisfatto» perché «la Commissione, impensabile fino a qualche mese fa, ha recepito le nostre proposte, frutto di un lavoro lungo, serio e riservato». Critica l’eurodeputata Irene Tinagli del Pd: «Come fa Meloni a fare in un anno e mezzo e con 13 miliardi ciò che

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