
di Federico Nicoletti
Tavolo tecnico per gli sviluppi futuri: «Poste le basi per avviare un’importante collaborazione, nel rispetto delle reciproche autonomie»
Cherry Bank, l’assemblea di Banca Macerata innesca il dialogo con l’istituto marchigiano. Dopo il disgelo nei rapporti, si profila all’orizzonte una possibile intesa a partire dai servizi alle imprese, dopo l’avvio già avvenuto la scorsa settimana di un tavolo tecnico tra i dirigenti dei due istituti, tra la banca padovana guidata dall’amministratore delegato Giovanni Bossi e la piccola spa marchigiana con 5 sportelli, 897 milioni tra raccolta diretta e indiretta (+9%) e 896 milioni d’impieghi (+19%) nel 2025, 16,5 milioni di margine di intermediazione (+15%) e 2,4 di utile netto (+19%), e una proprietà diffusa, il cui controllo è però in mano a un patto di sindacato tra otto azionisti, sul 39,7% delle azioni, scaduto a fine 2025 e prorogato fino al 30 giugno, in attesa dell’ok dalla vigilanza.
La distribuzione assicurativa
La vicenda di Banca Macerata era finita sotto i riflettori a fine 2025, dopo che Cherry Bank (158 milioni di margine di intermediazione 2025 con 21,5 di utile netto, 1,1 miliardi di impieghi e 2,3 di raccolta da clientela) aveva raddoppiato la quota in Macerata




