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Il Beato Angelico «scomparso» venduto a 449,2 mila euro: niente prelazione da parte dello Stato, il compratore resta anonimo

di Davide Landoni e Luca Zuccala

L’opera, la «Tebaide», era stimata alla vigilia dell’asta di Pandolfini 150-200 mila euro: non può lasciare l’Italia, come vincolo imposto dalla Soprintendenza

Rimarrà in Italia, nella raccolta di un collezionista privato, la Tebaide di Beato Angelico, una tempera su tavola trasportata su tela, ritornata sul mercato dopo mezzo secolo di assenza. Ad aggiudicarla in asta, il 20 maggio a Firenze, è stata Pandolfini, dove le offerte si sono spinte fino ai 449,2 mila euro a cui è stata venduta, superando le aspettative della vigilia che la stimavano 150-200 mila euro. Quasi mezzo milione di euro, dunque, per il dipinto di 68,5×56 centimetri, su cui la soprintendenza ai beni culturali aveva espresso interesse, vincolando l’opera a non lasciare il suolo nazionale

Del resto, negli ultimi venticinque anni solo dieci lavori del Beato Angelico sono passati sul mercato. Aspetto sufficiente a rendere la vendita una delle più significative dell’anno. Lo Stato italiano ha però scelto di non esercitare la prelazione a cui avrebbe avuto diritto. Non ci sono informazioni sull’anonimo compratore, tanto che è difficile ipotizzare se e quando l’opera verrà in qualche modo esposta al pubblico. 

La ricomparsa della

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