
di Marta Serafini
I filo-iraniani hanno iniziato a usare gli Fpv a fibra ottica, simili a quelli che Mosca impiega sul fronte ucraino
DALLA NOSTRA INVIATA
SHOMERA (confine tra Israele e Libano) – «Il problema è che non te ne accorgi. Sei lì seduto e all’improvviso lo senti sulla tua testa». Fino al mese scorso Sami Zanetti, capo del consiglio di Shomera, non sapeva nemmeno cosa fosse un drone. Ora mentre ne parla, sgrana gli occhi. «Se scappi, ti segue, sembra proprio che ti guardi».
Iran-Usa, la guerra in diretta
La settimana scorsa, alla fermata dell’autobus di Shomera — lo scuolabus era partito da pochi minuti —, un drone si è abbattuto sulla tettoia di cemento sgretolandola in parte. «Dopo l’attacco, a terra, abbiamo trovato questi strani filamenti», dice Zanetti. In mano ha un fascio di filamenti sottili e quasi invisibili, come filo da pesca. Da marzo anche Hezbollah ha iniziato a usare i droni a fibra ottica. Piccoli — rientrano nella categoria Fpv, first-person view, gli stessi che si usano ai matrimoni — questi quadricotteri sono molto più difficili da individuare e intercettare rispetto ai razzi e ai proiettili di mortaio. Caricati con esplosivo, volano a




