
di Paolo Valentino
In «Falso Movimento», del 1975, Kinski appariva solo con gli slip addosso, e veniva schiaffeggiata da un uomo. Lei prova da anni a far rimuovere la scena. Wenders si è sempre opposto, e ora chiama in causa l’intero mondo del cinema. Lei: «Delusa». E il mondo della cultura tedesco si chiede: «Ma il regista è intoccabile?»
Una tempesta scuote il cinema tedesco, rimasto finora relativamente ai margini dell’ondata MeToo. A scatenarla è un’attrice, celebre in Germania e nel mondo negli Anni Ottanta e Novanta, che dal 2016 combatte una battaglia contro i mulini a vento. Nell’occhio del ciclone è il più iconico e globale dei registi tedeschi.
Lei è Nastassja Kinski, oggi 65 anni, figlia d’arte e prediletta da Francis Ford Coppola, Andrej Konchalovski e Roman Polanski, ma soprattutto ex musa di Wim Wenders, sicuramente il più grande regista tedesco vivente e ormai entrato di diritto nella schiera dei maestri del cinema. È proprio lui, che in agosto compirà 81 anni, a trovarsi sul banco degli accusati, in una vicenda che lacera la comunità artistica, i media e l’opinione pubblica.
La scena incriminata risale al 1975, quando Wenders, appena trentenne, girò uno




