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Parità salariale, le donne prendono il 25% in meno degli uomini (e non chiedono aumenti): cosa cambia dal 7 giugno

di Elena Tebano

Il provvedimento recepisce la direttiva Ue sulla parità retributiva: negli annunci di lavoro dovrà comparire la fascia di stipendio

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Il 7 giugno entra in vigore il decreto sulla trasparenza salariale. È l’attuazione della direttiva Ue 2023/970, varata dall’Unione europea per combattere il divario di genere nei salari, il fatto cioè che le donne vengono sistematicamente pagate meno degli uomini che fanno lo stesso lavoro (o un lavoro di pari valore). Nell’Unione europea, secondo i dati Eurostat del 2024, le donne prendono l’11% in meno per ogni ora di lavoro rispetto ai colleghi uomini che fanno lo stesso lavoro. Il divario pensionistico è ancora più alto e arriva fino al 25% (un quarto della pensione in meno).

Perché serve una direttiva sulla trasparenza salariale

In Italia la disparità salariale tra uomini e donne a parità di lavoro è ancora più alta: la differenza tra la retribuzione media giornaliera di uomini e donne nel settore privato è del 25%. Significa che pur facendo lo

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