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«Marilyn non si suicidò né fu assassinata: fu vittima di un errore medico»

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di Paola De Carolis

A cent’anni dalla nascita dell’attrice, la ricostruzione di Andrew Wilson punta il dito sul dottor Engerlberg. E su cosa accadde quella notte di agosto del 1962

LONDRA – Non venne uccisa e non si suicidò: se Marilyn Monroe morì all’età di soli 36 anni nell’agosto del 1962, la colpa è della malasanità. A un secolo dalla nascita – domani avrebbe compiuto cento anni – una biografia fa luce sugli ultimi giorni di vita di un’attrice divenuta mito e leggenda, e in particolare sui medicinali a lei prescritti da Hyman Engerberg, suo medico di fiducia.

L’immagine da bionda sexy e svampita in piena contrapposizione alla passione per la lettura e l’intelligenza che la portò a fondare una sua casa di produzioni e a chiedere il controllo sulle sessioni fotografiche: Marilyn vive nell’immaginario, come dimostrano le tante mostre e gli eventi – da Londra a Los Angeles – organizzati per ricordarla in occasione della ricorrenza. La sua fine, nell’agosto del 1962, rimane un enigma: possibile che avesse deciso di togliersi la vita? Davvero venne eliminata, come sostennero alcuni, per via dei suoi legami con la famiglia Kennedy? 

   Stando ad Andrew Wilson, giornalista,

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