
L’analisi di Ferruccio de Bortoli sull’effetto Hormuz e la guida per pagare l’Imu
Dopo Hormuz niente tornerà come prima. Dopo ogni rottura nella normalità degli scambi, i flussi del commercio mondiale non ritornano allo stato originario una volta terminata l’emergenza. Parte da questa considerazione Ferruccio de Bortoli che su L’Economia in edicola domani con il Corriere della Sera firma la sua analisi con Alessandro Giraudo.
Comunque vadano le cose, il Golfo Persico resterà un concentrato di rischi non prevedibili. Secondo le ultime stime nell’intera area il calo dell’offerta di greggio ha raggiunto i 14 milioni di barili al giorno, circa il 45% della produzione regionale. «Si calcola che nei prossimi mesi — scrivono de Bortoli e Giraudo — mancheranno almeno 10 milioni di barili al giorno. Le quotazioni scenderanno, ma lentamente. Solo l’Arabia Saudita è in grado di aumentare la produzione senza problemi. La rivoluzione tecnologica, iniziata quasi vent’anni fa negli Stati Uniti con lo sfruttamento del gas e del petrolio di scisto, è destinata a subire una nuova e forte accelerazione».
Una situazione che sta avvantaggiando fornitori alternativi, a cominciare dagli Usa che esportano una quantità record di carburanti. La rivoluzione tecnologica iniziata quasi vent’anni fa negli Stati Uniti con lo




