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Donizetti, Shakespeare fa da cornice alla stagione. In cartellone Orsini, Ambra Angiolini, Popolizio e il ritorno di «Amleto»

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di Federico Fumagalli

Il programma, 14 titoli equamente distribuiti tra le sezioni Prosa (al Donizetti) e Altri Percorsi (al Sociale), è raffinato e sottile

Da Amleto («Rosencrantz e Guildenstern sono morti», di Tom Stoppard, 12-20 dicembre 2026) ad «Amleto» (regia di Leonardo Lidi, maggio 2027). La benedizione arriva dal principe di Danimarca, chiamato in causa sia in testa sia in coda alla prossima stagione di prosa di Fondazione Teatro Donizetti. Attingere all’universo shakespeariano scongiura ogni dubbio, amletico e non. Eppure, l’annata 26/27 confezionata dalla direttrice artistica Maria Grazia Panigada («ogni sera ci ritroveremo, insieme, in un luogo altro in cui immergerci») non gioca sul facile. Il programma, 14 titoli equamente distribuiti tra le sezioni Prosa (al Donizetti) e Altri Percorsi (al Sociale), è raffinato e sottile.

Il testo di Stoppard mette al centro Rosencrantz e Guildenstern, personaggi secondari nell’«Amleto». Oggi si chiamerebbe spin-off. Un concetto chiaro ad attori cui la serialità tv è cara, come Francesco Pannofino, Paolo Sassanelli e Francesco Acquaroli. Il debutto della Prosa è affidato a loro.
L’opera di Shakespeare ha alimentato la vita scenica Umberto Orsini. La memorabile carriera del grande attore 92enne, viene riassunta nell’autobiografia «Prima del temporale» (gennaio). Regista-notaio del testamento artistico,

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