
di Matteo Sannicolò
Marco Brunazzo, direttore del Dipartimento di sociologia dell’Università di Trento: «Un messaggio decontestualizzato? Non credo, anche perché questo non è un caso isolato. Abbiamo avuto altri segnali di questo tipo»
A ragionare sulle espressioni antisemite scritte in una chat tra esponenti di Fratelli d’Italia è il politologo Marco Brunazzo, direttore del Dipartimento di sociologia dell’Università di Trento.
Professore, cosa ne pensa di quanto emerso nell’inchiesta del Domani? L’ennesima vicenda che coinvolge direttamente Fratelli d’Italia a livello locale.
«Darei due chiavi di lettura. La prima riguarda l’utilizzo dei social media: da genitore dico sempre ai miei figli: “Quello che voi scrivete, poi rimane”. È curioso vedere come degli adulti non si rendano conto di questi meccanismi. La seconda lettura è naturalmente politica».
Ci spieghi.
«Qui siamo di fronte a qualcuno che ha scritto qualcosa di veramente grave ritenendo che quel messaggio fosse in qualche modo condivisibile. Uno scherzo? Un messaggio decontestualizzato? Non credo, anche perché questo non è un caso isolato. Abbiamo avuto altri segnali di questo tipo».
Secondo lei qual è il problema? Il fatto che il partito non riesca a mettersi alle spalle il passato?
«La risposta a questa domanda è oggetto di discussione.




