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Multe per la CO2: per le case europee una trappola da miliardi

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La normativa CAFE (Corporate Average Fuel Economy), imposta dalla Commissione Europea, sta entrando nella sua fase più critica e i numeri elaborati da Dataforce mostrano uno scenario preoccupante per i produttori. A partire dal 2025, il limite medio di emissioni di CO2 per le nuove auto è sceso a 93,6 g/km (contata come la media delle emissioni di tutti i modelli venduti nell’anno dal costruttore) e chi non rispetta i parametri deve affrontare sanzioni pesantissime: 95 euro per ogni grammo in eccesso, moltiplicati per ogni singola vettura venduta. In questo contesto, l’Europa automobilistica ha già accumulato, tra il 2025 e i primi mesi del 2026, un debito teorico di 12,8 miliardi di euro a fronte di 9,7 miliardi di crediti.

ITALIA IN CODA

Nelle simulazioni per Paese, l’Italia detiene il primato negativo come nazione con il deficit più elevato, accumulando 3,8 miliardi di euro di sanzioni teoriche. Questo risultato è figlio di un forte ritardo nella transizione all’elettrico e della scomparsa dal mercato dei segmenti A e B, quelli più leggeri e meno inquinanti, ma giudicati poco redditizi dai costruttori.

Con una media di 111,8 g/km (18,2 in più della media prevista di 93,6 g/km), il nostro Paese

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