
di Alberto Zorzi
Il quartiere che fu di Chisso e Boraso, teatro di grandi investimenti, «rassicurato» dal centrodestra
«Io ho votato Venturini. Gà fato ben…», dice uno. «Io sinistra. Brugnaro? Assemo star…». Il terzo non parla, il quarto è di Marcon. Al tavolo del bar dell’hotel Ducale di piazza Pastrello, quella centrale di Favaro Veneto, i giocatori non dicono molto di più perché troppo presi dalla partita a scopone scientifico. Il sole è a picco, nella Municipalità in cui il centrodestra veneziano ha ottenuto i risultati migliori: qui il nuovo sindaco Simone Venturini ha preso il 62 per cento e doppiato con 6479 voti i 3181 di Andrea Martella; la sua lista – trascinata da campioni di preferenze come il presidente uscente dell’istituzione locale Marco Bellato e l’uomo della Maratonella di Campalto Simone Mestriner – ha siglato il 36,6 per cento, anche se nel 2020 il primo aveva sfiorato addirittura il 70 nella sfida locale e Brugnaro aveva preso il 65.
Merito del Bosco dello sport, che porterà nell’area di Tessera lo stadio e il palazzetto, oltre a centomila alberi? Merito dei cantieri di sviluppo dell’aeroporto, tra cui la bretella ferroviaria? «Sono opere importanti, porteranno ricchezza e




