di Fausta Chiesa
Le gare riguardano lavori per la costruzione di impianti per il trattamento di rifiuti nucleari, altri depositi temporanei e il decommissioning. Il ceo Artizzu: «Le competenze di Sogin spendibili anche all’estero»
Oltre mezzo miliardi di euro di valore per lavori messi a gara quest’anno. Sogin accelera nel decommissioning, cioè lo smantellamento delle quattro ex centrali nucleari. Ma parallelamente guarda anche alle prospettive di sviluppo su altri fronti, in una Italia che proprio in questi giorni ha in Parlamento l’approvazione delle delega propedeutica a riportare la produzione di energia nucleare nel nostro Paese.
«Sono state superate le difficoltà di inizio mandato — dichiara l’ad Gian Luca Artizzu, in carica da tre anni — quando avevamo pochi contratti da lavorare, pochi cantieri aperti e l’avanzamento non stava andando con il giusto ritmo e, soprattutto, fondi rischi da accantonare per oltre 90 milioni. Adesso la crisi economica è risolta, il decommissioning è al 47,7% del totale calcolato in valore economico ed è instradato su binari solidi. Quest’anno abbiamo in corso gare per oltre 420 milioni e ho dato un obiettivo per superare la quota di un altro centinaio di milioni. La media annua storica è attorno ai




