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Missoni cambia proprietà, la lettera degli eredi ai dipendenti: «Scelta sofferta per garantire crescita e futuro»

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Il fondo Fsi, già azionista, sale al 73%. Nel capitale entrano anche i tedeschi di Katjes, con il 27%

A Sumirago la chiamano ancora «la fabbrica”» anche se da tempo Missoni è molto più di uno stabilimento nel Varesotto. È un pezzo di immaginario italiano. Maglieria trasformata in linguaggio, zig zag diventati identità visiva, colori riconoscibili quasi quanto un logo. E proprio per questo la lettera che la famiglia ha inviato ai dipendenti nelle ultime ore ha il tono delle svolte storiche: misurato, affettuoso, inevitabilmente malinconico.

La cessione della maggioranza della maison fondata da Ottavio e Rosita Missoni viene definita dagli eredi «una decisione importante e molto sofferta», maturata però «con grande senso di responsabilità per rafforzare le prospettive future della nostra amata azienda».

Dietro quelle parole c’è il passaggio definitivo di controllo a Fsi, il fondo guidato da Maurizio Tamagnini, già socio del marchio e ora salito a circa il 73% del capitale. Il restante 27% fa capo al gruppo tedesco Katjes International, controllato dalle famiglie Fassin e Bachmüller attraverso la controllata Katjes Quiet Luxury.

La fine di una stagione

Per Missoni non è soltanto un’operazione finanziaria. È la conclusione di una

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