Domenica 24 maggio 2026, Resorts World di Las Vegas. Mentre lo sport tradizionale si prepara per i prossimi eventi internazionali della stagione estiva nel rispetto dei rigidi codici della WADA (l’agenzia mondiale anti-doping), in un’arena da 2.500 posti è andato in scena qualcosa che sembra uscito da… un romanzo cyberpunk: la prima edizione degli Enhanced Games.
Quarantadue atleti d’élite si sono sfidati in tre discipline (nuoto, atletica leggera e sollevamento pesi) con una premessa radicale: nessun controllo antidoping. Anzi, l’uso di sostanze per migliorare le prestazioni era non solo permesso, ma monitorato e apertamente incoraggiato. Non si tratta più di un’ipotesi fantascientifica: l’era dell’atleta transumanista (il cui corpo non è un è un’entità naturale immodificabile, ma una macchina biologica da ottimizzare e potenziare tramite la farmacologia) è forse ufficialmente iniziata.
Chi c’è dietro i “Giochi del potenziamento”?
L’idea, nata dalla mente dell’imprenditore Aron D’Souza, ha trovato terreno fertile e capitali enormi nella Silicon Valley. Tra i principali finanziatori spiccano il miliardario Peter Thiel (co-fondatore di PayPal e noto sostenitore delle tecnologie per la longevità) e un fondo d’investimento.
Il principio cardine dei promotori è una provocazione: il doping nello sport, dicono,




