
di Gianni Favero
Piano presentato al Mimit: ci sono da tagliare anche 725 impiegati. I sindacati: «È stato un fuoco di sbarramento»
Il colpo di rasoio più profondo tocca proprio allo stabilimento di Susegana, con 310 posti di lavoro da tagliare solo tra i 728 operai; e ancora non si sa quanti saranno tra impiegati, quadri e dirigenti, dove gli esuberi sono nel totale italiano 725, ma non si è indicato il dettaglio per stabilimenti. Se non sarà ritirato, è questo il disegno che Electrolux ha sul sito veneto – dove la produzione dovrà scendere del 15%, da 532 mila a 450 mila frigoriferi l’anno – entro un pacchetto di esuberi, in Italia, di 1.719 unità su 4.500 dipendenti.
I rappresentanti della multinazionale svedese, guidati dall’Ad di Electrolux Italia, Massimiliano Ranieri, lo hanno spiegato con chiarezza nell’incontro al Mimit, al ministro per le Imprese, Adolfo Urso, presenti le istituzioni delle cinque Regioni in cui l’azienda degli elettrodomestici ha stabilimenti: oltre al Veneto, Friuli (256 esuberi a Porcia su 571 operai), Lombardia (106 a Solaro), Emilia Romagna (241 a Forlì) e Marche (81, cioè tutti, a Cerreto d’Esi, da chiudere).
La frattura sociale
In una giornata di sciopero scattata la



