di Massimiliano Jattoni Dall’Asén
Salari medi fermi a 11 mila euro l’anno nel turismo, part time involontario per oltre il 63%. La fotografia scattata da Uiltucs, che rilancia su contratti e tutele
Nel turismo più di un lavoratore su due è precario, quasi due under 35 su tre hanno contratti instabili e oltre il 63% degli occupati lavora in part time, spesso involontario. Solo il 17,3% dei dipendenti può contare su un contratto stabile e full time. Le retribuzioni medie annue si fermano poco sopra gli 11 mila euro, ma per i lavoratori precari part time scendono a circa 6 mila euro l’anno. Ancora più basse le buste paga delle lavoratrici del Mezzogiorno, che in molti casi non raggiungono gli 8 mila euro annui.
Nel commercio, invece, appena un dipendente su due ha un contratto stabile e a tempo pieno, mentre il part time riguarda il 43,8% degli occupati. Restano inoltre forti i divari territoriali e di genere, con stipendi nel Sud sensibilmente inferiori rispetto al resto del Paese.
«Il lavoro povero è ormai strutturale»
È il quadro tracciato dalla Uiltucs, durante il XIII congresso al Lingotto di Torino, che parla ormai di una crisi strutturale




