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Non si fanno bilanci sulla fine della guerra… se non è finita

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È prematuro esercitarsi a fare bilanci sulla fine della guerra, chi l’ha vinta e chi l’ha persa. Soprattutto finché non sappiamo se la guerra è davvero finita… In Medio Oriente come altrove nel mondo, di regola le guerre sono velocissime a scoppiare, lente a concludersi. 

Gli ultimi sviluppi fra America e Iran hanno confermato una verità che ha spesso accompagnato i conflitti mediorientali: la diplomazia e l’escalation militare avanzano insieme, spesso nello stesso giorno, talvolta nella stessa ora. A Doha sono arrivati i negoziatori iraniani guidati dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi e dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. A Washington Donald Trump continua a parlare di “grande accordo”. Contemporaneamente nel Golfo Persico gli scontri armati proseguono. 

L’episodio più grave è avvenuto nello Stretto di Hormuz, due imbarcazioni dei Guardiani della rivoluzione iraniani sono state affondate dagli americani mentre cercavano di posare mine navali. Teheran ha reagito lanciando missili terra-aria contro arei statunitensi; gli Usa hanno risposto bombardando batterie missilistiche vicino a Bandar Abbas. Formalmente il Comando centrale americano parla ancora di “azioni difensive” e di “contenimento”. Ma la tregua di cui Trump parla sui social appare fragile. (Inoltre sulla definizione di operazioni difensive può pesare un

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