Home / Economia / Le nuove AI rendono più fragile la cybersicurezza, che non può essere lasciata al mercato

Le nuove AI rendono più fragile la cybersicurezza, che non può essere lasciata al mercato

di Mariarosaria Taddeo*

Da GPT-5.5 a Mythos, i nuovi modelli scoprono vulnerabilità informatiche più velocemente degli esperti umani. Ma affidare la sicurezza digitale al mercato rischia di rendere più fragili infrastrutture critiche, sanità, finanza ed energia

I modelli di intelligenza artificiale (AI) di frontiera scoprono vulnerabilità nei sistemi informatici con velocità e profondità irraggiungibili per gli analisti umani. Mythos, l’ultimo modello di Anthropic, ne ha trovate 271 in Firefox. GPT-5.5 di OpenAI, secondo l’AI Security Institute britannico, ha capacità equivalenti se non superiori. Niels Provos, ex distinguished engineer di Google, ha mostrato che con la giusta orchestrazione anche modelli più economici e open-weight ne replicano i risultati.
Si tratta di una trasformazione strutturale della sicurezza dei sistemi informatici, che politica e regolazione, fin qui, continuano a trattare come una questione di mercato.
La cybersicurezza opera su tre ambiti. La robustezza riguarda le proprietà ingegneristiche dei sistemi e la qualità del codice. La resilienza concerne la capacità di rilevare gli attacchi. La risposta include le azioni che seguono all’attacco, dall’isolamento al contrattacco. Mythos, GPT-5.5 e i modelli analoghi incidono su tutti gli ambiti.
Ma i rischi riguardano soprattutto la robustezza. Industrializzando la scoperta delle vulnerabilità nei sistemi, l’AI

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: