Presidente Meloni, lei ha parlato della creazione di 100 mila alloggi nell’arco di 10 anni con un investimento pubblico di circa 10 miliardi di euro. A questi però vanno aggiunti gli investimenti dei privati. Qualcuno parla di ulteriori 20 miliardi. È corretto? Questo vorrebbe dire creare altri immobili a canone agevolato?
Guardi, rendere disponibili 100 mila alloggi in 10 anni è l’obiettivo minimo che ci prefiggiamo di raggiungere con il Piano Casa. Parliamo, infatti, di un traguardo che comprende già sia la quota che sarà garantita dall’intervento dello Stato e degli Enti locali, ovvero la riqualificazione delle 60 mila case popolari già costruite e che ora non sono assegnabili perché hanno bisogno di manutenzione, sia una quantificazione al ribasso del numero di case a prezzi calmierati che saranno realizzate dai privati.
Ma è evidente che la chiave di volta del Piano è, appunto, la leva privata. Noi abbiamo costruito i meccanismi per attivare questo moltiplicatore, che non graverà sulle casse pubbliche e che alimenterà un circuito virtuoso in termini di investimenti, lavoro, consumi, Pil, creando un mix equilibrato tra investimento di mercato e risposte ai cittadini. Non è molto diverso da quello che è stato fatto, con successo, in altre




