di Francesco Bertolino
Lo ha detto il ministro dei rapporti con il Parlamento con riferimento al disegno di legge del governo per il ritorno al nucleare
«Inevitabilmente si farà un referendum» sul nucleare in Italia. Lo ha detto il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con riferimento al disegno di legge governativo attualmente in attesa di approvazione alla Camera. «Discuteremo anche su questo però noi ci prendiamo la responsabilità di indicare al Paese quelle che secondo noi sono le strade da percorrere», ha aggiunto durante un intervento al Festival dell’Economia di Trento.
I precedenti
Con i referendum del 1987 (dopo l’incidente di Cernobyl) e del 2011 (dopo quello di Fukushima), ha proseguito, «l’Italia tanti anni fa ha deciso frettolosamente di uscire dal nucleare». Ma, ha concluso «noi speriamo quanto prima di poter finalmente piantare centrali di nuova generazione nel nostro Paese, come avviene in Francia come avviene in tanti Paesi da cui noi importiamo energia elettrica prodotta dal nucleare».
Le parole di Fratin
Le parole di Ciriani fanno eco a quelle pronunciate venerdì, sempre dal palco di Trento, dal ministro Gilberto Pichetto Fratin. «Diamo per scontato che qualcuno si metterà a raccogliere delle firme»




