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Stellantis, qual è il futuro degli stabilimenti in Italia? Da Melfi a Termoli, da Cassino a Pomigliano, ecco i progetti

di Andrea Rinaldi, inviato a Detroit

Attualmente gli impianti italiani viaggiano a scartamento ridotto, con la produzione scesa del 20% a 379.706 veicoli l’anno scorso. Ma nel primo trimestre 2025 ha rialzato la testa a 120.366 unità (+9,5%)

«Non chiuderemo stabilimenti in Italia né in altri Paesi in Europa». All’Investor Day di Detroit il ceo di Stellantis Antonio Filosa è stato molto chiaro e il concetto lo ha ripetuto poco dopo anche Emanuele Cappellano, responsabile Europa allargata del gruppo. Il nuovo piano FaSTLAne 2030 prevede per l’Europa 25 nuovi prodotti e il rinnovo di altri 25 aumentando così la copertura di mercato del 25%, ma sull’Italia non è entrato nel dettaglio. Gli stabilimenti tricolore dovranno fare la loro parte: è quello che sperano di sentirsi dire i sindacati dal gruppo, convocati da Stellantis per un confronto a giugno, data che potrebbe essere cerchiata prima dell’audizione di Filosa in Parlamento il 17 giugno. Oggi gli impianti italiani viaggiano a scartamento ridotto, con la produzione scesa del 20% a 379.706 veicoli l’anno scorso, anche se nel primo trimestre ha rialzato la testa a 120.366 unità (+9,5%). Secondo il ministro Adolfo Urso «occorrerà dare conto con Stellantis dell’attuazione del Piano

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