Possibili altri accordi con i cinesi
Del resto, sono due i fattori che stanno spingendo i costruttori cinesi a localizzare le produzioni in Europa, aprendo opportunità per i gruppi europei di condividere capacità e competenze: le normative sugli standard di CO2 e sul “Made in Europe”. Per Filosa, quest’ultima “aumenterà gli obiettivi di localizzazione necessari per le batterie, per i componenti elettrici e per tutti gli altri componenti. Ciò significa che se un partner cinese vuole entrare nel mercato europeo e diventare un produttore di grandi volumi, dovrà localizzare la produzione – e noi lo faremo insieme”.
Dunque, non sono da escludere possibili sviluppi, magari anche per l’Italia. “Ci assicureremo quindi che queste partnership rispettino le normative e portino benefici localizzando componenti e parti, il che sarà positivo per tutti: per l’economia, per i posti di lavoro nei nostri stabilimenti, per la base di fornitori già presente e per l’aumento dei volumi produttivi”, ha garantito Filosa.
“I costruttori cinesi per Stellantis sono partner più che concorrenti, ma gli accordi dovranno essere gestiti evitando sovrapposizioni commerciali e cannibalizzazioni”, ha sottolineato ancora Filosa, secondo il quale le alleanze sono “un modo per imparare”, condividere capacità, acquisti e catene di fornitura e quindi




