
di Martina Zambon
Con i ragazzi il Presidente ha parlato a lungo di disagio giovanile, di biglietto unico regionale per il trasporto pubblico e del social housing
Sul «luogo del delitto», quasi quindici anni dopo. Giovedì, di buon mattino, il presidente della Regione, Alberto Stefani, ha fatto visita all’Iis Newton-Pertini di Camposampiero, nel Padovano, dove si è diplomato al liceo scientifico con ottimi voti. «In latino aveva dieci, dico, dieci» ricorda con malcelato orgoglio una delle sue insegnanti ritrovata fra i corridoi con tanto di abbraccio accademico. La prof di matematica scherza ricordando come «Alberto», più che essere uno che copiava, era uno che «lasciava copiare i compagni».
I ricordi di Stefani al liceo
Stefani percorre i corridoi, entra in qualche aula, accompagnato da docenti e rappresentanti degli studenti. Indica dove stava la «prima C». Un misto di emozione e, parrebbe, di sollievo per essere, decisamente, andato oltre. Stringe mani, si informa sulle novità, e dice: «Devo dire che è una grande emozione perché ho rivisto anche i miei insegnanti di quando io ero qui, in questa scuola. Ed è stato per me davvero un onore confrontarmi con ciascuno di loro». Il «momento nostalgia» scatta quando il governatore




