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Il passo (inedito) del governo sul caso Flotilla: «Sanzioni Ue contro Ben-Gvir»

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di Simone Canettieri

La richiesta di Roma, per l’esecutivo l’azione contro il ministro israeliano è «non banale», ma le opposizioni: «È poco»

«Serve una reazione, ma non una ritorsione». Giorgia Meloni e Antonio Tajani si confrontano prima di pranzo e partono da questo assunto. Poi formalizzano la richiesta italiana alla rappresentante Ue Kaja Kallas di includere nella prossima discussione dei ministri degli Esteri l’adozione di sanzioni contro il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano Ben-Gvir «per gli inaccettabili atti compiuti contro la Flotilla». Il via libera, a quella che il governo chiama «un’azione non banale», arriverà dopo un giro di telefonate anche da Matteo Salvini. Per la premier e per il titolare della Farnesina è «un primo passo»

Tajani ne ha discusso ieri sera con l’omologo tedesco Johann Wadephul, a margine della ministeriale Nato. Berlino sinora si è sempre detta contraria a questa ipotesi, dibattuta già altre volte in sede di Consiglio. La richiesta ufficiale di Roma però cambia gli equilibri. Fonti europee fanno sapere che la questione potrà essere affrontata al Consiglio esteri informale, nel cosiddetto formato Gymnich, previsto la settimana prossima a Cipro, il 27 e il 28 maggio. Dettaglio non da poco per il congelamento

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