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Il racconto degli attivisti della Flotilla rientrati in Italia: le botte, le umiliazioni e le molestie

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di Monica Ricci Sargentini

«In ginocchio senz’acqua». I legali: da Israele escalation di aggressività rispetto alle altre missioni

«L’unica cosa a cui è servito il mio passaporto italiano è stata infilarmelo tra la fronte e il cemento per non farmi entrare la terra negli occhi». Martina Comparelli, 33 anni, milanese, attivista climatica e collaboratrice di Fanpage, era a bordo dell’Iridescence, una delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla diretta verso Gaza. Quando racconta le ore successive all’abbordaggio israeliano la voce si spezza più volte. «Ci hanno fatto stare in ginocchio con la testa a terra sotto il sole cocente. Ci facevano ascoltare l’inno israeliano e se alzavamo la testa ce la spingevano di nuovo giù».

Giovedì gli attivisti italiani sono rientrati in patria. I primi ad arrivare sono stati il deputato del M5S Dario Carotenuto e il giornalista del Fatto Quotidiano Alessandro Mantovani, rilasciati già mercoledì sera. Tutti gli altri sono sbarcati tra Roma Fiumicino e Milano Malpensa in tarda serata dopo aver fatto scalo a Istanbul. Ad accoglierli familiari e volontari della Global Sumud Italia visibilmente in ansia.

I racconti degli attivisti sono molto simili uno all’altro. Carotenuto ha detto di essere stato «scaraventato a

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