di Viviana Mazza, nostra corrispondente a New York
Tra annunci di tregue e minacce, mesi di oscillazioni (e guadagni) dei mercati
«Stiamo negoziando con l’Iran», ha ripetuto Trump ieri nello Studio Ovale. «Abbiamo controllo totale dello Stretto di Hormuz». Il presidente americano ha poi ribadito che, in un modo o nell’altro, impedirà che il regime abbia un’arma nucleare e che, se Teheran non accetterà l’accordo che vogliono gli Stati Unti (compresi il trasferimento fuori dall’Iran dell’uranio arricchito e la fine dell’imposizione di pedaggi con la riapertura di Hormuz), «faremo qualcosa di drastico».
Il New York Times ha analizzato ieri tutte le volte in cui Donald Trump ha detto che la guerra in Iran è vicina alla fine o ha minacciato un imminente attacco, e ha poi messo in rapporto le sue parole con la realtà del momento.
Il 13 marzo, il presidente ha scritto sul suo social Truth: «L’Iran è totalmente sconfitto e vuole un accordo». Il 17 marzo ha detto qualcosa di simile in una intervista con il Corriere della Sera, all’indomani del no europeo all’invio di navi per riaprire lo Stretto di Hormuz: «Andiamo alla grande nella guerra, stiamo stravincendo. Francamente nessuno ha mai visto




