
di Simone Canettieri e Marco Cremonesi
La lettera del leader sempre più irritato. Il partito chiede 3 mila euro a ogni eletto
Ora basta. Matteo Salvini è sempre più irritato. E lo si è sentito anche alzare la voce, durante l’ultima riunione con gli eletti un paio di settimane fa. Colpa della crescente insofferenza dei suoi parlamentari nello sborsare il contributo al partito. E così, nelle prossime ore arriverà una lettera a tutti gli eletti, Camera e Senato senza distinzioni. In cui si invita al versamento dovuto anche «per rispetto delle migliaia di militanti che lavorano e investono tempo per la Lega».
Attenzione: non si tratta soltanto di un richiamo etico. La lettera chiarisce in tono «ultimativo» che chi non provvederà entro dieci giorni dall’arrivo dell’ingiunzione al versamento dovuto, si ritroverà fuori dal gruppo parlamentare e dal partito. Espulsione, nientemeno. La missiva è destinata anche a fare il giro dei territori andando a colpire pure i consiglieri regionali morosi.
La Lega chiede ai suoi parlamentari , già da molto tempo, la bellezza di circa 3.000 euro al mese, suddivisi in alcune voci. Non poco, anche per uno stipendio da parlamentare. Il secondo partito che chiede




