
di Aldo Grasso
Liquidarlo come triviale è un errore di prospettiva
Pier Silvio Berlusconi si è complimentato pubblicamente con Maria De
Filippi per il successo di “Amici” e, immagino, anche per tutte le altre
produzioni che rappresentato la spina dorsale della programmazione Mediaset. Il problema critico, tuttavia, si pone quando lo sguardo si sposta su quel marchingegno pomeridiano intitolato “Uomini e Donne”, oggetto da decenni di una pigra saggistica da salotto. Liquidarlo come “trash” o “triviale” è un errore di prospettiva: significa confondere la schiuma con l’onda.
C’è chi vi rintraccia uno specchio sociologico, chi una grammatica delle relazioni popolari; in realtà, siamo di fronte a una raffinata operazione di impagliatura dei sentimenti. Ormai l’ecosistema televisivo ha metabolizzato il guasto: la riduzione dell’intimità a puro formato. I moti dell’animo non appartengono più alla sfera del privato, ma vengono catalogati come una sorta di semilavorati industriali, normati da regole ferree e sacrificati sull’altare dello share e del riverbero social. In questo teatro, la rappresentazione del femminile retrocede a stereotipo usurato – la donna come preda da esibire o come arpia in perenne competizione per il favore del maschio –, eppure la critica non può limitarsi al ditino alzato del




